Simona Lucidi, una donna per la donna elevata all’infinito

Simona Lucidi, una donna per la donna elevata all’infinito

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di Giuditta Castelli 


L’essenza stessa dell’infinito piacere di essere donna. Tutto si carica di energia, dalla ciocca morbida che scivola giù libera, alle labbra carnose e ammiccanti, alle ombre che sfumano la figura. Donna oggetto dunque? Se non fosse per i tratti provocatori e dominanti, rubati ai graffiti del tempo: regine, guerriere, eroine, dalla biblica Eva a Cleopatra, da Saffo alla Giuditta del Botticelli alla Jeanne d'Arc. Dalle figure di Simona Lucidi si sprigiona un’orgoglio tutto femmineo che non si lascia intimorire né tramutare in pietra. La pittrice lo fa con una tecnica rinnovata più essenziale e pregnante come quella de L’infinito, libera dalla gabbia fotografica per aprirsi a spazi mentali più ampi. L’evoluzione dell’artista sta proprio nel riproporre temi ricorrenti senza lacci, né martellamenti della memoria, senz’occhi. Liberi dalla perfezione apparente, alla ricerca dell’essenza. Solo l’essenza sprigiona il calore della rinascita mentre i chiaro-oscuri giocano a ricorrersi fra le onde del pennello. Così Simona Lucidi restituisce immortalità all’Essere donna riscattata e padrona del proprio destino.


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