Sarà presentato a Pesaro, nel Salone A. Pallerini di Palazzo Gradari in via Rossini 24, venerdì 10 ottobre, dalle ore 17:30, il libro Una città che non deve morire. Diego Fiumani, Carlo Bo e Giancarlo De Carlo per la rinascita di Urbino negli anni Sessanta”, scritto da Gianfranco Boiani e Paola D’Ignazi, edito da Affinità Elettive di Ancona con il contributo della Direzione Nazionale Educazione, Ricerca e Istituti culturali. L’evento intende rendere omaggio al regista Diego Fiumani che, insieme a Carlo Bo e Giancarlo De Carlo, contribuì con la sua arte alla rinascita di Urbino negli anni Sessanta, un periodo in cui l’antico borgo, con i suoi palazzi e monumenti rinascimentali, versava in uno stato di abbandono nel difficile dopoguerra. Fiumani realizzò un documentario, ideato con lo stesso Carlo Bo – autore di un testo dedicato alla città - con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere il restauro del centro storico, la rinascita della città feltresca e lo sviluppo dell’università. Per la realizzazione del documentario, Fiumani si avvalse della collaborazione dell’architetto e urbanista Giancarlo De Carlo, le cui innovazioni urbanistiche e i cui interventi architettonici miravano a valorizzare l’università urbinate, ponendo al centro studenti e giovani, e creando per loro spazi di vita e di cultura adeguati. Parteciparono inoltre Nando Gazzolo, che diede voce al testo di Bo, e il compositore Egisto Macchi, autore di un’innovativa colonna sonora che sottolineava con efficacia sia i momenti drammatici legati ai crolli degli edifici, sia la fiducia in un futuro in cui i giovani erano i protagonisti. Il documentario intitolato Una città che non deve morire, fu presentato al Festival Cinematografico di Venezia nel 1966 e sarà proiettato durante l’incontro, grazie alla disponibilità della Fondazione AAMOD Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma, che ne ha curato il restauro e la digitalizzazione del formato originale in pellicola 35mm. Interverranno: · Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino · Raffaella Santi, Professoressa Associata dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e Presidente della Società Filosofica Italiana – sezione di Urbino · Paola D’Ignazi, Direttore della collana editoriale Dalla parte dell’uomo, percorsi di filosofia e scienze umane (Affinità Elettive, Ancona), già professore a contratto presso l’Università di Urbino Carlo Bo · Gianfranco Boiani, regista, già professore a contratto presso l’Università di Macerata e Urbino · Lorena Fiumani, figlia del regista Diego Fiumani, il cui contributo è stato prezioso per la realizzazione del volume L’iniziativa è promossa dal Circolo Culturale Eidos di Pesaro nell’ambito del progetto Biografie della Memoria, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e della Società Filosofica Italiana -sezione di Urbino. Ingresso libero. Biografia di Diego Fiumani Il regista Diego Fiumani fu autore, negli anni Sessanta, di documentari pioneristici su tematiche culturale e sociale che avrebbero trovato ampio sviluppo negli anni successivi. Nato a Pesaro il 31 marzo 1925, si laureò in Chimica e si dedicò con passione all’insegnamento, dimostrando una naturale predisposizione al dialogo con i giovani, tratto che caratterizzò poi anche la sua attività cinematografica. Dopo una prima esperienza teatrale con la compagnia pesarese Il Piccolo Teatro, avviò la sua carriera nel cinema documentario. Nel 1964 realizzò Notte d’inverno, dedicato alla Resistenza, l’anno successivo Una città che non deve morire, sul recupero e la salvaguardia di Urbino, capolavoro del Rinascimento italiano. Fiumani lasciò l’insegnamento per seguire la sua vocazione per il cinema, trasformandola in professione. Collaborò con Giuseppe Ferrara nella realizzazione di cortometraggi e documentari per la Unitelefilm, tra cui un lavoro su Gioachino Rossini. Nel 1968 fu tra i registi impegnati politicamente nei vivaci dibattiti che attraversarono i festival di Pesaro e Venezia. Con Ugo Gregoretti e Cesare Zavattini, aderì al movimento dei Cinegiornali Liberi ed entrò nel collettivo guidato da Gregoretti che realizzò Apollo - una fabbrica occupata, docufilm simbolo delle lotte sindacali del cosiddetto “autunno caldo”. Morì prematuramente il 1° luglio 1977, a causa di una grave malattia, lasciando incompiuti diversi progetti cinematografici. by Giuditta Castelli Nota della giornalista Il cuore ha un sussulto: Urbino. Anche per noi giornalisti, dovremmo mantenere un certo distacco emotivo da ciò che raccontiamo, è difficile non sentire un moto di affetto. La storica e nobile Città Università di Urbino ha un posto speciale nel cuore di noi studenti degli anni ‘60-‘80 dell’Istituto “Luigi Mercantini” di Ripatransone. In essa vedevamo il naturale proseguimento dei nostri studi, soprattutto in Pedagogia e Lettere, prima di portare il nostro insegnamento in tutto il Centro e Nord Italia. La Storia dell’insegnamento italiano ha origini profonde lungo la direttrice Ripatransone-Urbino.

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