La relazione pedagogica corretta: i docenti dell'ISC Nord incontrano lo psicologo Ezio Aceti
di Giuditta Castelli
San Benedetto del Tronto – I docenti dell'Istituto Statale Comprensivo “Nord” si preparano a un importante appuntamento di formazione e riflessione. Lunedì 29 giugno 2026, a partire dalle ore 17:30 , l'Auditorium Comunale “Giovanni Tebaldini” (Viale Alcide De Gasperi 124, San Benedetto del Tronto) ospiterà il dottor Ezio Aceti , noto psicologo dell'età evolutiva ed esperto formatore a livello nazionale per genitori, insegnanti ed educatori.
L'evento si concentrerà su un tema cruciale per la scuola contemporanea: la costruzione di una relazione pedagogica corretta in un'epoca segnata da profondi mutamenti sociali.

Che cos'è la relazione pedagogica ed educativa ?
La relazione pedagogica (o educativa) rappresenta il legame profondo tra docente ed educando. Questo rapporto va ben oltre il semplice trasferimento di nozioni programmatiche: il suo vero scopo è guidare l'intero processo di crescita della persona. Una corretta azione educativa deve sviluppare le potenzialità dell'alunno, accompagnandolo verso l'autonomia, l'autodeterminazione e lo sviluppo del pensiero critico.
Attraverso questo canale relazionale, il discente prende coscienza di essere unico e insostituibile. In quest'ottica, la scuola non deve trasformarsi in una competizione con gli altri, ma in una sfida con se stessi. Il temporaneo insuccesso scolastico o un voto brutto non possono e non devono rappresentare la misura del valore reale di uno studente.
La crisi dell'autorevolezza dei docenti nella società liquida
Il dibattito pedagogico odierno mette spesso in luce la crisi dell'autorevolezza dei docenti . Per creare un clima emotivamente sicuro e accogliente in classe servono fondamenta precise: la prima è l'autorevolezza dell'insegnante, che deve poggiare sul rispetto reciproco e sulla fiducia, rifiutando logiche basate sull'imposizione o sulla paura.
Il dottor Ezio Aceti propone una prospettiva illuminante, energica e ottimista per superare il pessimismo diffuso. La perdita di autorità formale nasce da un cambiamento storico epocale: il passaggio dalla vecchia "società normativa" – in cui l'educazione si fondava sul dogma, sulla regola rigida e sull'obbedienza cieca a un sistema compatto (scuola, famiglia e istituzioni parlavano la stessa lingua) – alla moderna "società affettiva e liquida" .
Oggi l'autorità non è più garantita dal ruolo o dalla cattedra, ma si fonda unicamente sulla stima e sulla capacità di stare in relazione. L'autorevolezza moderna si costruisce accettando di "valere quanto l'altro" dal punto di vista umano, pur mantenendo ferma la disparità delle funzioni educative. La soluzione, suggerisce Aceti, risiede nell'ascolto attivo e in un profondo amore per la professione e per l'alunno.
Accarezzare il conflitto: la nuova alleanza scuola-famiglia
Un altro nodo centrale dell'incontro sarà il rapporto tra scuola e famiglia. Secondo il pensiero di Aceti, il conflitto tra genitori e docenti non va evitato o vissuto come una guerra di posizione, ma affrontare attraverso la pratica dell' “accarezzare il conflitto” .
Le tensioni adulti tra devono trasformarsi in un “seme per il cambiamento”. L'educatore migliore, sia esso un genitore o un insegnante, non è colui che si dimostra infallibile, ma colui che possiede la capacità di rialzarsi, ammettere l'errore e ricominciare insieme.
L'appuntamento all'Auditorium Tebaldini si preannuncia come un momento speciale per ricaricare lo spirito di tutti i docenti che continuano a credere nel valore sociale dell'insegnamento e scelgono di mettere al centro l'alleanza educativa.
L'attualità di Emidio Consorti nella pedagogia moderna
L'incontro offre infine l'occasione per riscoprire l'eredità di un grande protagonista della pedagogia europea: Emidio Consorti . Già a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, il celebre pedagogista marchigiano sosteneva con forza che l'educazione non poteva ridursi a una rigida imposizione di nozioni.
Per Consorti, la scuola doveva fondarsi sullo sviluppo armonico, sul rispetto dell'individualità dell'allievo e sulla valorizzazione della sua spontaneità. Il maestro doveva agire come uno stimolatore e mai come un censore. Già più di un secolo fa, Consorti tracciava con precisione la via dell'autorevolezza basata sull'empatia, confermando l'assoluta attualità dei temi che verranno discussi con Ezio Aceti.
Giuditta Castelli, sociologa dell'educazione e giornalista
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