IL PADRE…DOV'È? STASERA L'INCONTRO AL TEBALDINI PER GENITORI, NONNI E INSEGNANTI
Un appuntamento gratuito aperto a tutti, organizzato dall'ISC Nord di San Benedetto con il dottor Ezio Aceti. Per capire come la crisi della paternità si riflette sulle fragilità degli adolescenti di oggi e come aiutarli a crescere sicuri e autonomi.
di Giuditta Castelli
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C'è una domanda che oggi risuona con forza in molte case, nelle aule scolastiche e nei centri di ascolto: “Papà, dove sei?” . Per parlarne insieme, stasera – lunedì 29 giugno 2026, dalle ore 21:00 – l'Auditorium Comunale "Giovanni Tebaldini" (Viale Alcide De Gasperi 124) ospiterà il dottor Ezio Aceti , psicologo esperto di infanzia e adolescenza. L'incontro è stato fortemente voluto dalla dirigente dell'ISC Nord, Giuseppina Carosi (iscnord.edu.it).

Il ruolo del padre è unico e insostituibile: se la mamma protegge e accoglie, il papà è colui che fa da ponte verso il mondo esterno, spingendo il figlio verso l'autonomia e insegnandogli a camminare da solo. Oggi però questa figura attraversa una crisi profonda. Tra padri troppo impegnati, assenti dopo un divorzio, o genitori che fanno i "compagni di giochi" rinunciando a dare regole, i giovani si ritrovano a crescere senza una guida forte.
Il legame tra l'assenza del padre e la crisi degli adolescenti
Gli psicologi e gli educatori lanciano l'allarme: gran parte del disagio giovanile contemporaneo è legato a questo vuoto paterno. Storicamente il padre incarna il concetto di "limite", che non serve a punire, ma a dare sicurezza. Senza questa sponda autorevole, gli adolescenti si sentono sperduti e sviluppano una profonda ansia da prestazione e attacchi di panico.
Non solo: i ragazzi di oggi faticano a gestire i fallimenti perché non hanno sviluppato la corazza emotiva che nasce dal confronto con l'autorità paterna. Quando questo confine manca, la rabbia esplode all'esterno con fenomeni di bullismo e violenza, oppure si traduce in un totale ritiro sociale. Molti ragazzi scelgono l'isolamento (i cosiddetti Hikikomori), chiudendosi in camera e rifugiandosi nel mondo virtuale perché hanno paura di affrontare la vita reale senza un padre che dia loro il coraggio di farlo.
Un appello a fare squadra: l'alleanza tra famiglia e scuola
Questo appuntamento non è una lezione per pochi e non è rivolto solo ai padri. Educare è un gioco di squadra e stasera serve la presenza di tutta la comunità:
- Le madri, per capire come fare spazio al partner senza pretendere di gestire tutto da sole.
- I nonni, per sostenere le famiglie (specie quelle separate) senza mai scavalcare o sostituirsi ai genitori.
- I docenti, che a scuola devono coinvolgere attivamente i padri e non solo le mamme, diventando alleati del cambiamento.
L'ingresso è completamente gratuito. È un'occasione fondamentale per trovare risposte e strumenti concreti per i problemi di ogni giorno.
Editoriale
La solitudine delle madri e la fuga dei papà: stasera dobbiamo esserci tutti
di Giuditta Castelli
Sociologa dell'Educazione
Nelle famiglie di oggi manca spesso una cosa fondamentale: la complementarietà dei ruoli.
Troppi papà, anche quando sono presenti fisicamente, seleziona l'assenza emotiva: si tirano indietro, subiscono le decisioni e lasciano ogni responsabilità sui figli alla moglie. I troppi divorzi gestiti maschi, poi, rischiano di allontanare ancora di più gli uomini dalla quotidianità dei ragazzi.
La conseguenza di questa ritirata maschile è sotto gli occhi di tutti. Le madri si ritrovano da sole a dover fare le "comandanti" in casa per sopperire alla mancanza. Questo sovraccarico genera solitudine, stress e nevrosi nelle donne. Al tempo stesso, fa male ai figli, che percepiscono l'autorità come un elemento unilaterale e conflittuale anziché come il frutto di un accordo sereno tra due adulti. I ragazzi di oggi non si ribellano più contro un padre troppo forte, ma soffrono a causa di un padre troppo debole o invisibile.
Ecco perché l'incontro di stasera è fondamentale . Non si tratta di assistere a una lezione teorica del dott. Ezio Aceti, ma di accogliere un invito urgente a cambiare le cose.
L'appello è chiaro: stasera non restate a casa. Papà, mamme, nonni e insegnanti, riempiamo l'Auditorium Tebaldini. Essere presenti significa fare il primo passo per non lasciare più sole le madri
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