A.L.T.M.I. La Scuola che insegna con gioia

A.L.T.M.I. La Scuola che insegna con gioia

(da  Regulus)

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La strategia di insegnamento A.L.T.M.I. (Active Learning through Mental Images), teorizzata dalla sociologa dell’educazione Giuditta Castelli, e sperimentata dalla stessa a livello di scuola primaria, rappresenta una proposta metodologica vincente anche per gli alunni che manifestano difficoltà nell’apprendimento.  

Se il manifesto dell’A.L.T.M.I è “Lo studente al centro delle politiche scolastiche e dell’attività didattica”, le parole d’ordine sono “apprendere con gioia” e “didattica del successo”. A.L.T.M.I. Scrive l’autrice “Tale strategia ha come fondamento i principi codificati dal Primo Congresso internazionale dell’educazione nuova, tenutosi a Calais nel 1921: espressione dell’energia vitale del fanciullo; rispetto dell’individualità singolare; spontanea espressione degli interessi e dell’esperienza diretta; attenzione alle fasi di sviluppo; atteggiamento cooperativo; coeducazione; educazione dell’uomo e del cittadino. Essa poggia sulle tecniche del Brainstorming, del Cooperative Learing, del Flipped Classroom. Quest’ultima consiste nell’invertire il tradizionale schema di insegnamento e apprendimento, facendo dell’aula lo spazio di lavoro e discussione mentre la casa diventa uno spazio per la ricerca individuale e del tutto autonoma”. Da ciò deriverebbe anche il fatto che la docente non considera lo studio a casa così tanto importante da caricare gli alunni di compiti e i genitori di stress.

La strategia poggia su basi scientifiche validate da un punto di vista, pedagogico, neuro-psicologico, sociologico, tutte a fondamento del metodo attivo. I percorsi formativi dinamici, aggiunge la sociologa, poggiano su una diversa organizzazione degli spazi fisici: non immobili ma adattati alle esigenze di movimento degli alunni, dei lavoro per gruppi di interesse. Si parla anche di circolarità del processo comunicativo, di “Didattica del successo” dove l’errore è vissuto come momento costruttivo e di apprendimento, di attività di verifica non con funzione giudicante e gerarchizzante su base meritocratica, ma come occasioni per la riflessione, la ricerca e la crescita personale e del gruppo classe. Importanti sono i laboratori come prassi e non eventi eccezionali, sensibili all’impegno volontario e alla motivazione che coinvolgono l’intelligenza generale piuttosto che le applicazioni solamente esecutive.

Importanti sono anche il teatro “psicoverista”, il più adatto per la Castelli ai processi cognitivi dei bambini della scuola primaria. L’ambientazione in contesti verosimiglianti, estrapolati dalle esperienze dei piccoli, darebbe a questi “la possibilità di liberarsi di blocchi interiori, di esprimere le potenzialità creative, di socializzare le esperienze e di interiorizzare le regole del consenso per il raggiungimento di un obiettivo comune”. Particolarmente evidenziata e dalla sociologa l’apertura al territorio che fa crescere nei bambini il senso di appartenenza a una comunità, l’autostima e dall’altro si previene i fenomeni dell’estraniamento e dell’emarginazione. E i genitori intervistati si sono detti pienamente soddisfatti dei risultati.

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A.L.T.M.I. La Scuola che insegna con gioia

La strategia di insegnamento A.L.T.M.I. (Active Learning through Mental Images), teorizzata dalla sociologa dell’educazione Giuditta Castelli, e sperimentata dalla stessa a livello di scuola primaria...

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